Corsi di formazione sul "modello di distorsione fasciale".                                                           Consulta i corsi in fase di programmazione

come si svolge una seduta terapeutica?

<< Lavorare sulle distorsioni fasciali significa operare localmente provocando reazioni su tutto l'organismo >>

Il terapeuta fdm ascolta il paziente, facendosi descrivere minuziosamente, a modo suo, le zone di manifestazione del dolore. Durante il colloquio, si appunta mentalmente le zone da trattare e, grazie alla mappatura precisa fatta dal dott.Typaldos, codifica tali segni "tirando fuori" le distorsioni che affliggono il paziente".

Dopo il colloquio, il terapeuta sottopone il paziente a una serie di movimenti necessaria a valutare la forza escursione e il dolore. Gli stessi e identici movimenti verranno rieseguiti dopo la terapia: il paziente con notevole sorpresa riscontrerà le differenze valutandone i benefici.

Questo perché la correzione delle distorsioni fasciali comporta una drastica riduzione dei sintomi di pari passo all’aumento della escursione articolare e della forza. Le fasce avendo un ruolo propiocettivo influenzano la qualità della contrazione muscolare.

Il trattamento si effettua esclusivamente con le mani e senza l’ausilio di apparecchiature o attrezzature.

Non bisogna assolutamente dimenticare che il terapeuta fdm è prima di tutto un professionista sanitario(medico, osteopata, fisioterapista) e come tale prima di intervenire effettua sempre una diagnosi differenziale per escludere patologie o segni indicanti problemi ben più gravi di una distorsione fasciale.

La distorsione fasciale è considerata la causa principale del dolore

A chi si rivolge il "fascial distortion model" [modello di distorsione fasciale]?

<< Dopo il trattamento il miglioramento è istantaneo:il paziente stesso ci riferisce le differenze ottenute >>

Questo modello è straordinario perchè anzichè seguire una diagnosi classica effettuata con i mezzi soliti ci si basa invece su ciò che vi comunica il paziente.

ll modello fdm si rivolge ai medici, agli osteopati, ai terapeuti, ai fisioterapisti.

Vi capita sovente, ad esempio, di trattare gente operata di ernia del disco che continua a presentare sintomi identici a prima dell'intervento? Oppure pazienti con la neuropatia del tunnel carpale o bloccati nella dolorosa condizione delle spalle congelate? Il modello fdm ha lo straordinario vantaggio di dare la possibilità di intervento direttamente laddove il paziente manifesta il dolore, il formicolio, la rigidità.

Il terapeuta "tira fuori" le distorsioni che affliggono il paziente